Risarcimento del danno e indennità corrisposte dall’Ente gestore di assicurazione sociale: la Corte di Cassazione ribadisce il divieto di cumulo

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  La Suprema Corte, sezione VI civile, con ordinanza n. 24633, depositata in data 5 novembre, richiamando quanto già statuito dalle Sezioni Unite, con la nota sentenza n. 12566 del 2018, ha ribadito come “...dall'ammontare del risarcimento dovuto dal responsabile del sinistro, va detratto quanto corrisposto al danneggiato allo stesso titolo da parte dell'ente gestore di assicurazione sociale, trattandosi di prestazione economica a contenuto indennitario erogata in funzione di copertura del pregiudizio occorso (nella specie, la pensione di inabilità e l'indennità di accompagnamento) che soddisfa, neutralizzandola in parte, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria del terzo al quale sia addebitabile il sinistro…”. All...

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Danno da perdita del frutto del concepimento: le tabelle milanesi non sono direttamente utilizzabili

Danno da perdita del frutto del concepimento: le tabelle milanesi non sono direttamente utilizzabili

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La Corte di Cassazione, Sezione III Civile, con l’ordinanza n. 19190, depositata in data 15.09.2020, nel ribadire la differenza intercorrente tra il danno consistente nella perdita del figlio e il danno conseguente alla perdita del frutto del concepimento, ha ritenuto che, in quest’ultima ipotesi, trattandosi di una perdita di una speranza di vita e non di una vita, le tabelle milanesi non sono direttamente utilizzabili, atteso che queste ultime sono elaborate per la perdita di una persona viva. La Corte ha condiviso il principio secondo il quale le tabelle milanesi possano valere solo come criterio orientativo per la liquidazione equitativa del danno, in linea con quanto statuito nella pronuncia n. 12717/2015, che ha equiparato la perdita del feto nato morto alla perdita del figlio...

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Non è legittima l’apposizione di targa prova su veicolo immatricolato. In caso di sinistro stradale, risponde la Compagnia che copre il rischio RCA del veicolo e non della targa prova 

Non è legittima l’apposizione di targa prova su veicolo immatricolato. In caso di sinistro stradale, risponde la Compagnia che copre il rischio RCA del veicolo e non della targa prova 

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La Corte di Cassazione, sezione III, con la sentenza n. 17665 del 25.8.2020, ha statuito come in caso di sinistro stradale - il caso di specie afferiva alla richiesta di risarcimento danni avanzata dal terzo trasportato - coinvolgente un veicolo con apposta la targa prova, risponderà l’istituto assicuratore per il rischio RCA del veicolo e non l’assicuratore della targa prova. Ed invero, la Suprema Corte rilevando come anche i veicoli circolanti con targa prova sono soggetti all'obbligo di assicurazione (art. 122 Codice delle assicurazioni) e che la finalità della targa prova non è quella di sostituire l'assicurazione del veicolo, con quella del titolare dell'officina, ma quella di consentire la circolazione provvisoria e di attribuire una copertura assicurativa anche ai veicoli non...

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Fermo tecnico: il danno deve essere allegato e dimostrato

Fermo tecnico: il danno deve essere allegato e dimostrato

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La Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 11 aprile – 31 maggio 2017, n. 13718, è intervenuta, ancora una volta, su una vexata quaestio in tema di RCA: ai fini del risarcimento, il danno da fermo tecnico deve formare oggetto di specifica dimostrazione oppure può automaticamente ricollegarsi alla mera indisponibilità del veicolo? Ebbene, con la sentenza in parola, la Suprema Corte riafferma il principio secondo cui: “il danno derivante dall’indisponibilità di un autoveicolo durante il tempo necessario per la riparazione, deve essere allegato e dimostrato da colui che ne invoca il risarcimento, il quale deve provare la perdita subita dal suo patrimonio in conseguenza della spesa sostenuta per procacciarsi un mezzo sostitutivo (danno emergente) oppure il mancato guadagno derivante...

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