Fermo tecnico: il danno deve essere allegato e dimostrato

Fermo tecnico: il danno deve essere allegato e dimostrato

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La Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 11 aprile – 31 maggio 2017, n. 13718, è intervenuta, ancora una volta, su una vexata quaestio in tema di RCA: ai fini del risarcimento, il danno da fermo tecnico deve formare oggetto di specifica dimostrazione oppure può automaticamente ricollegarsi alla mera indisponibilità del veicolo? Ebbene, con la sentenza in parola, la Suprema Corte riafferma il principio secondo cui: “il danno derivante dall’indisponibilità di un autoveicolo durante il tempo necessario per la riparazione, deve essere allegato e dimostrato da colui che ne invoca il risarcimento, il quale deve provare la perdita subita dal suo patrimonio in conseguenza della spesa sostenuta per procacciarsi un mezzo sostitutivo (danno emergente) oppure il mancato guadagno derivante...

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Sinistro falso: la Compagnia dell’assicurato/truffatore può proporre querela

Sinistro falso: la Compagnia dell’assicurato/truffatore può proporre querela

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Con la sentenza n. 24075 del 15 maggio 2017, emessa dalla Cassazione, II sezione penale, viene confermato (cfr. sentenze Cass. Pen. nn. 28281 e 43095/2016) il principio per cui, nell’ambito della procedura di risarcimento diretto ex art. 149 del Codice delle assicurazioni private, il soggetto passivo del reato non è solo la Compagnia gestionaria del sinistro, ma anche quella debitrice. Ne consegue che la querela per truffa assicurativa - ex art. 642 codice penale – nei confronti del presunto truffatore/danneggiato può essere presentata anche dalla Compagnia che copre, per il rischio RCA, quest’ultimo. Il convincimento della Suprema Corte, in particolare, si basa sulla motivazione per cui: - l’art. 120 codice penale attribuisce il diritto di querela ad <<ogni persona offesa...

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La colpa del pedone non esclude la responsabilità dell’investitore

La colpa del pedone non esclude la responsabilità dell’investitore

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La recente sentenza n. 8663 del 4 aprile 2017, emessa dalla Corte di Cassazione sezione III civile, riguarda il tema della responsabilità del veicolo investitore e dell’onere della prova nell'ipotesi in cui ricorra un concorso di colpa del pedone. Ebbene, col suddetto provvedimento, la Cassazione ha confermato il principio per cui: “L'accertamento di un comportamento colposo del pedone investito da veicolo non è sufficiente per l'affermazione della sua esclusiva responsabilità, essendo pur sempre necessario che l'investitore vinca la presunzione di colpa posta a suo carico dall'art. 2054, comma 1, c.c.”. Gli Ermellini, difatti, specificano che, per superare la predetta presunzione, non basta che vi sia la violazione da parte del pedone delle regole del codice della strada e nean...

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Sinistro “semplice”: no al rimborso delle spese per la consulenza di infortunistica stradale

Sinistro “semplice”: no al rimborso delle spese per la consulenza di infortunistica stradale

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La Corte di Cassazione, sezione III civile, con la sentenza del 13 aprile 2017, n. 9548, in una causa avente ad oggetto il risarcimento a seguito di incidente stradale, ha stabilito che il danneggiato non ha diritto alla ripetizione delle spese sostenute per la consulenza prestata da una società di infortunistica, se si è in presenza di un sinistro “semplice”, cioè con pieno riconoscimento – come nella fattispecie concreta all’esame della Suprema corte – di responsabilità da parte del conducente dell’altro veicolo. La vicenda riguardava una cessione di credito per i danni materiali subiti in conseguenza di un sinistro stradale; in particolare, la causa instauratasi vedeva protagonista la carrozzeria cessionaria - oltre il danneggiante e la compagnia assicuratrice di quest’ultimo - la ...

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La mancata restituzione della caparra non è reato

La mancata restituzione della caparra non è reato

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La Corte di Cassazione, Sezione II Penale, con la sentenza del 29 marzo 2017, n. 15815, ha stabilito che: “Non integra il delitto di appropriazione indebita, ma un mero inadempimento di natura civilistica, la condotta del promittente venditore che, a seguito della risoluzione del contratto, non restituisca al promissario acquirente l’acconto sul prezzo del bene promesso in vendita”. Nell’ambito di un contratto preliminare, spesso vi è la corresponsione da parte del promissario acquirente di una parziale somma di denaro nei confronti del venditore. Ebbene, se le parti risolvono il contratto preliminare e l’accipiens  - colui che riceve la somma - non restituisce il denaro ricevuto, ciò non configura gli estremi del reato di appropriazione indebita di cui all’art. 646 del codice penale....

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Il conducente è responsabile se il passeggero non indossa le cinture di sicurezza

Il conducente è responsabile se il passeggero non indossa le cinture di sicurezza

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La Corte di Cassazione, IV sezione penale, con la sentenza del 9 marzo 2017, n. 11429, si è pronunciata in materia di omicidio e lesioni derivanti da circolazione stradale, materia riformata dalla legge n. 41/2016 che ha introdotto i reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali, precisamente all'art. 589 bis e 590 bis del codice penale. Il principio ricavabile dalla pronuncia in esame è che, in caso di incidente stradale e di danni fisici riportati dal passeggero, a rispondere del delitto di lesioni è lo stesso conducente del veicolo, per non aver obbligato la persona da lui trasportata a rispettare quanto prescritto dalla legge. Nel caso esaminato dalla Cassazione, la Corte d'Appello aveva riformato la sentenza appellata, dichiarando il non doversi procedere per una par...

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Responsabilità ex art. 2051 c.c.

Responsabilità ex art. 2051 c.c.

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La Suprema Corte, con la sentenza n. 260 del 10.01.2017, ha statuito come in materia di responsabilità ex art. 2051 c.c., la custodia esercitata dal proprietario o dal gestore della strada non è limitata alla sola carreggiata, ma si estende anche agli elementi accessori o pertinenze. In particolare, la Corte di Cassazione ha specificato come spetta alla P.A., al fine di garantire la sicurezza degli utenti delle strade pubbliche, la manutenzione delle strade, nonché prevenire e, se del caso, segnalare qualsiasi situazione di pericolo o di insidia inerente non solo alla sede stradale ma anche alla zona non asfaltata sussistente ai limiti della medesima. La fattispecie riguardava un sinistro occorso ad un autocarro ribaltatosi a causa del notevole dislivello tra la parte asfaltata e la ...

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